Il soldato Marchini muore per un'esplosione in Afganistan

Il primo primo caporal maggiore Roberto Marchini, 28 anni, originario di Caprarola (Viterbo), è rimasto ucciso dall'esplosione di un ordigno nei pressi di Bakwa, distretto sotto il controllo del contingente italiano nella regione ovest. Il suo ruolo in Afghanistan era proprio la bonifica dagli esplosivi artigianali  disseminati sul territorio in collaborazione con l'esercito afgano.
5 AGO 20
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Una nota del Quirinale fa sepere che il capo dello stato, Giorgio Napolitano, "appresa con profonda commozione la notizia del grave attentato avvenuto nei pressi di Bakwa, in Afghanistan esprime – rendendosi interprete del profondo cordoglio del paese – i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto".
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha espresso "profondo cordoglio" alla famiglia Marchini. Il Milan ha fatto sapere che il premier non parteciperà al raduno della squadra a Milanello, per attendere a Roma l'arrivo della salma. Silvio Berlusconi ha poi espresso ''dolore per la perdita del caporal maggiore Roberto Marchini in Afghanistan e siamo vicini alla sua famiglia". Il premier ha poi rinnovato ai militari italiani impegnati in tutte le missioni di pace "la gratitudine del paese''.
Il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi, ha riscordato Roberto Marchini come "un ragazzo semplice, rispettoso, onesto, leale con tutti. Un grande lavoratore che non si tirava mai indietro e nei momenti liberi aiutava il padre artigiano. La notizia della sua morte addolora tutta la comunità".
Marchini è la quarantesima vittima italiana in Afghanistan. Il 2 luglio aveva perso la vita il caporalmaggiore scelto Gaetano Tuccillo di Palma Campania (Napoli).
Il susseguirsi di perdite nel nostro contingente incrementa i dubbi sull'opportunità di perpetrare la missione italiana in Afghanistan. Per il senatore (Pd) Ignazio Marino per il quale "questa dolorosa perdita riapre il problema dell'azione delle nostre truppe in Afghanistan". Ma i segnali di una possibilile stabilizzazione della regione non sono buoni, anzi: è di questa mattina la notizia dell'uccisione del fratello del presidente Karzai, Ahmad Wali. I talebani hanno rivendicato l'assassinio, definendo l'azione "uno dei migliori risultati" ottenuti nei dieci anni di guerra. Un portavoce dei guerriglieri, Usuf Ahmadi, ha spiegato che il gruppo fondamentalista aveva proprio affidato a uno dei suoi uomini il compito di infiltrarsi per diventare una guardia del corpo di Ahmed Wali Karzai, fratellastro minore del capo di stato afghano e figura molto potente nel sud del paese.